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 Progetto M26

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deDo



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MessaggioTitolo: Progetto M26   Gio 25 Ott 2012 - 9:38

Come accennavo nel post di presentazione sto lavorando su di un M26 HL..Per ora sono in piena fase di progettazione delle componenti ma ho già qualche render di parti terminate che condivido con piacere qui sul forum (in attesa di commenti critici, fondamentali!)

Di seguito una vista della corona dentata, con i suoi fori in cui andranno viti M2 per il fissaggio sul rocchetto centrale..L'ho disegnata partendo dalle quote dei cingoli in metallo che ho acquistato su rctank.de, non compatibili con la corona originale...


[img][/img]

Altro render, l'assieme del rocchetto superiore dei cingoli..Composto di tre parti (le due esterne in alluminio, quella centrale in bronzo) unite fra loro con prigionieri M1 e relativi dadi.All'interno alloggerà una gabbia a rullini che a sua volta girerà su di un perno da 5 mm in acciaio (a differenza della situazione attuale che prevede uno stuzzicadenti di plastica)

[img][/img]

Per ora è tutto, un saluto!
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borealis
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Gio 25 Ott 2012 - 14:40

Cingoli non compatibili? Ma non è che hai preso i cingoli late in acciaio a maglia singola?
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deDo



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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Gio 25 Ott 2012 - 18:02

I cingoli erano compresi nella spedizione essendo la versione già fornita di gear box con ingranaggi in metallo.L'incompatibilità sta nel diverso passo dei cingoli in metallo, più corto rispetto ai plasticosi che ingranano bene..Poco male visto che sono in una busta a far polvere!
Per maglia singola intendi un cingolo con le stesse articolazioni di quello vero?L'attuale (in metallo) ha la parte centrale della maglia solidale con i blocchetti laterali di collegamento..Dopo cena posto una foto!
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Gio 25 Ott 2012 - 18:14

aaaaargh!!!!!!! aaaaargh!!!!!!! aaaaargh!!!!!!!
.....azzarola che progettazione, fa impallidire l'artigianalità dei lavori che faccio io sui carri.....certo che se hai a disposizione una cnc allora questi render diventano facilmente realtà solida!!!!
Quando misi le mani io sull'M26 non c'era una mazza di disponibile in metallo, se non i cingoli, le ruote di trazione ed i riduttori 3:1...poco dopo venne messo in commercio anche il kit tendicingolo sulla ruota di rinvio....troppo tardi x me, infatti mi ero già realizzato i braccetti che sostengono la ruota di rinvio e la seconda ruota del treno di rotolamento in metallo ed anche uno speciale tendicingolo (brev. Jertykmodellbau hihihi ) che può essere montato solo se si mantengono sul tank i parafanghi laterali.
Sono molto interessato nel vedere gli sviluppi del tuo lavoro....al momento ottima progettazione!
ciaoooooo
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Gio 25 Ott 2012 - 21:01

Ecco uno scatto del cingolo in questione:

[img][/img]

Sarebbe bellissimo farlo scomposto in ogni sua parte ma il numero di fori (sia per un rework dell'attuale sia per un ex novo) mi fa desistere al volo!

Giusta osservazione sulla cnc, non l'avevo menzionata!Anche se lavori tipo la gola della parte centrale del rocchetto o lo sgrosso dei profili verrà fatto con tornitura classica..
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borealis
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 6:54

Ah sono i cingoli prima serie.
Comunque ai cingoli in metallo è sempre consigliabile abbinare ruota motrice (e possibilmente di rimando) in metallo, per motivi di usura.

Viceversa, alle sole ruote in metallo si può abbinare un cingolo in plastica, se monta bene.
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 10:19

.



.............. esempio autocostruito del cingolo scomposto



... in scala 1.4


.
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Sven Hassel
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 10:22

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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 10:27

.



.................. questi sono ovviamente in scala 1.16




... e ci vogliono almeno 4 anni anni per riprodurre il tipo d'usura visibile dove si buttano i cingoli con gli stessi trascinatori

.
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 10:30

.


................... il soggetto monta i cingoli da sabbia della Impact (costosi)





.usati in Corea.


flower
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 21:16

Grazie per le risposte.. Smile
Bello l'm60 1:4, davvero una bella bestia per farsi portare in giro!
Dal dilemma cingoli sto passando a quello ruota motrice, in ogni foto ne vedo una diversa!Quella delle ultime foto è apprezzabilissima poichè ha la struttura più piena..Mi sa proprio che dovrò mettermi giù e studiare a modo questo M26,la sua storia e le sue evoluzioni per fare un lavoro apprezzabile sotto più punti di vista.
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Ven 26 Ott 2012 - 22:11

penso proprio che l'Herr Sven faccia al caso tuo..
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Sab 27 Ott 2012 - 6:42

.





Dal marzo del 1945 il carro fu prodotto dal Detroit Tank Arsenal in 196 esemplari. Dall'esemplare 197 in poi il carro fu ridenominato Carro Medio M26 "Pershing". Del carro furono allora autorizzati 6.000 esemplari, poi ridotti a meno di 2.000.
In tutto furono prodotti 1436 esemplari. Nel 1946 tutti i carri vennero definitivamente classificati M26.

Fu l'offensiva delle Ardenne a rivelare la drammaticità della situazione nella quale erano le forze alleate. La superiorità dei mezzi corazzati tedeschi, in condizioni di mancata supremazia aerea alleata, era schiacciante.

Il generale Barnes dell'Ordnance Research department propose di inviare sul campo 40 T26E3 di preserie. Il suggerimento di Barnes fu accolto entusiasticamente dal generale George Marshall, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Questi inserì il T26 E3 nella "Zebra Mission", un progetto per la sperimentazione sul campo di nuovi sistemi d'arma. I primi venti T26E3 furono imbarcati il 22 dicembre, giunsero ad Anversa, in Belgio, nel gennaio 1945, dieci carri vennero distribuiti, uno per compagnia, al 32º e 33º Reggimento carri della 3ª Divisione Corazzata, gli altri 10 costituirono due compagnie nella 9ª Divisione Corazzata.
Il 20 febbraio gli equipaggi completarono gli addestramenti sul nuovo carro, e il 26 febbraio il Pershing fu impegnato nei primi combattimenti.


Prima della caduta della Germania quasi 200 M26 Pershing erano in servizio presso le unità corazzate americane, e nell'estate del 1945 si decise di inviare il carro anche sul fronte del Pacifico. Si trattava dei primi esemplari di serie dell'M26 che arrivarono in 12 esemplari a Okinawa, il 21 luglio. Ma i piani americani per il Giappone prevedevano ben altro e dopo le atomiche su Hiroshima e Nagasaki la guerra finì.

Nel dopoguerra iI Pershing tornarono al fronte in occasione della Guerra di Corea. Il 25 giugno 1950 i nordcoreani attaccarono la Corea del Sud sprovvista di mezzi corazzati. I primi carri in aiuto vennero dall'alleato statunitense, il 7 luglio furono consegnati 50 carri leggeri M24, in previsione di contrastare i T-34 nordcoreani, alcuni giorni dopo giunse in Corea un plotone di M26.

I carri erano i reduci di Okinawa, malandati e non in perfette condizioni, e nonostante le pesanti manutenzioni non riuscirono mai ad essere rimessi totalmente in efficienza.

Anche gli equipaggi disponibili non erano all'altezza essendo abituati solo all'uso dei leggeri M24.

Durante l'avvicinamento gli equipaggi cercarono di effettuare un minimo di familiarizzazione con il mezzo ma si poté procedere a delle istruzioni solo con motore fermo, nel timore che questo fondesse. Le ventole di raffreddamento dei carri erano fuori uso e non vi erano parti di ricambio. I tre M26, nei giorni successivi, furono inviati al fronte per ferrovia. Mentre viaggiavano vennero coinvolti in un attacco nordcoreano. Per sfuggirvi furono messi in moto e immediatamente fusero il motore.

I carri vennero rapidamente distrutti dai nordcoreani e 8 uomini degli equipaggi morirono nell'azione.

Solo in agosto arrivarono altri carri: M4A3, M46 e gli M26 del 70º e 73º Battaglione corazzato. Il 17 agosto 1950 si ebbe un primo scontro tra Pershing e T-34/85, quel giorno un reparto di Marines individuò quattro T-34/85 in avanzata lungo la strada che conduceva a Obon-in, area in cui i nordcoreani si stavano incuneando pericolosamente nelle posizioni americane nei pressi del fiume Yong-san. Mentre i Marines tentavano di fermare l'avanzata dei carri nord coreani con i bazooka, vennero inviati rinforzi, con l'arrivo di tre M26 del 73º Tank Battalion.

Il T-34/85 di testa venne fermato da un colpo di bazooka, mentre la torretta del secondo fu fatta schizzare via da due colpi di un M26. Dei restanti due, uno venne distrutto dai colpi degli altri due Pershing e l'ultimo fu messo fuori gioco dagli aerei che intanto erano sopraggiunti. Nei successivi confronti con il carro russo l'M26 finì quasi sempre per avere la meglio. Tra i due carri, il Pershing disponeva di un armamento superiore, nonché era più adatto al terreno e meglio corazzato. Il T-34/85 era in teoria più veloce, ma il terreno in Corea non gli permise mai di sfruttare questo vantaggio.

L'M26 venne ritirato dal servizio presso le forze armate USA nell'estate del 1953.


5 uomini d'equipaggio

lu. 6,33

al. 278

tonn. 41,9

m. Ford 8 cilindri da 500 cv diesel

v. 40 chil.


.
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Sab 27 Ott 2012 - 7:22

deDo ha scritto:
Grazie per le risposte.. Smile
Bello l'm60 1:4, davvero una bella bestia per farsi portare in giro!
Dal dilemma cingoli sto passando a quello ruota motrice, in ogni foto ne vedo una diversa!Quella delle ultime foto è apprezzabilissima poichè ha la struttura più piena..Mi sa proprio che dovrò mettermi giù e studiare a modo questo M26,la sua storia e le sue evoluzioni per fare un lavoro apprezzabile sotto più punti di vista.



........ tra i due soggetti HL e Tamiya ovviamente l'ultimo è migliore in assoluto specie per avere le riduzioni sulle trasmissioni che gli consentono le prestazioni adeguate su ogni terreno ........ per le sperimentazioni gli HL si prestano a meraviglia ed in quanto a interventi a raffica hai voglia dove incominciare nel mettere le mani ....

La scelta dei cingoli originali o da sabbia in metallo servono anche come "stabilizzatori di peso" per bilanciare il carro sul terreno ..... il Pershing sulle pendenze a 45 gradi è ben ancorato e non capotta come lo Sherman.

....... la Impact produce il kit cingoli e trascinatori usando lo stesso materiale in modo che le usure si ripartiscono sul funzionamento (assicurando) tra i pezzi in causa un'adattamento forzato fino all'ultimo momento ..... esattamente come succedeva nella realtà bellica ........ sul giocattolo si direbbe chi se ne frega ma per il realismo modellistico è una chicca in più come vanto .......

L'intero carrello almeno sui Tamiya non ha dato spiacevoli sorprese in nessuno dei tre Pershing in uso, se contiamo quello di Gianka che ne ha viste di cotte e di crude posso assicurare che dopo lo Sherman anche il fratello maggiore se la cava egregiamente nel trial estremo.

.... i problemi arrivano con le interferenze dei cavi elettrici sul giro torretta da sistemare con cura altrimenti inceppano il funzionamento ..... altro suggerimento: la carica della batteria va fatta dall'esterno con una presa fissa ....... una volta chiuso il carro si evitano le aperture sul guadagno pratico .... gli spazi interno sono esigui e nell'ordine dei fili emergono i precisini pulitini sugli impianto ben fatti .... lo Sven ne fa una salsiccia e spara dentro tutto un bordello di fili alla c....o .... con l'elettricità non c'azzecca proprio ....


. Sleep

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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Sab 27 Ott 2012 - 8:00



.



....... il bello del modellismo è il realismo




.................................. i cingoli spezzati come nel vero


.
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 17:22

Grazie Sven per la pennellata storica, mi ha aiutato nella ricerca fotografica indirizzandomi su u design più massiccio della ruota dentata posteriore.In quasi tutte le foto e i video infatti la ruota non presenta tutte le "merlettature" che ha la mia ( avevo preso spunto da quella in dotazione ). Opterò per un design più semplice con l'anello centrale circolare, che mi darà la possibilità di montare la suddetta corona ben centrata sul suo rocchetto.A breve il render aggiornato!
Per il materiale, vista la gracilità della mia cnc penso che realizzerò le parti soggette a minor carico (ruotine ecc) in alluminio limitando l'uso del bronzo solo per le parti più stressate.Nel fine settimana ho fatto un salto alla fiera di padova portandomi a casa una filiera M1 e relativi maschi e domenica sono andato a prendere un giochino che mi farà divertire non poco..Si tratta di una dentatrice borletti per orologeria, un giochino datato 1964 che a discapito delle dimensioni sfoggia un peso ragguardevole..Per caricarla in macchina in 2 abbiamo sudato non poco!
Perchè la dentatrice?Mica potevo imbarcarmi in un progetto così ampio senza prevedere una modifica totale del gruppo motore/trasmissione..Ho infatti intenzione di realizzarla seguendo lo schema del carro vero quindi con un motore collegato ad un differenziale, un freno per asse e relativa riduzione finale!
L'idea è nata osservando il comportamento del carro del Jolly nel mio prato, infatti quando si trova su terreni faticosi accusa nelle svolte strette dato che il motore che spinge per curvare si deve trascinare dietro anche l'altro motore che rimane fermo..Invece con un motore e il differenziale quando mi trovo a curvare freno un cingolo e quel che un freno toglie da una parte il differenziale lo trasferisce all'altro cingolo rendendo più fluida la svolta.Così facendo ho la possibilità di montare un motore di potenza doppia a quelli attualmente in uso senza grossi problemi in fatto di consumo delle batterie..
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 17:42

deDo ha scritto:
L'idea è nata osservando il comportamento del carro del Jolly nel mio prato, infatti quando si trova su terreni faticosi accusa nelle svolte strette dato che il motore che spinge per curvare si deve trascinare dietro anche l'altro motore che rimane fermo..

Tieni presente che l'elettronica elmod di cui è dotato il carro di Jolly permette di configurare tramite pc un diverso raggio di curvatura a parità di posizione dello stick della radio.....indipendentemente da ciò sono molto curioso di vedere la realizzazione materiale di questo tuo ambizioso progetto.
ciaoooooo
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 18:09

In effetti a chiacchiere molti hanno un ferrari in garage..Concretizzando un pò la mia esposizione precedente l'idea è nata revisionando il differenziale centrale della mia kiosho 1/8, con i freni post e ant proprio all'uscita del diff, sembrava fatto apposta per il carro!Date le dimensioni eccessive ho messo gli occhi su un diff per le 1/10 da pista leggero e molto resistente..Il motore sarà comandato come in una normale auto rc mentre il servo dello sterzo azionerà i freni..Devo ammettere che per l'elettronica ci sarà da spendere 2 volte poichè non credo che la el mod sia programmabile per gestire un motore solo..Quindi elettronica da auto per il movimento sul campo ed el mod per suoni e movimenti interni..A proposito di movimenti interni ho trovato la soluzione per la torretta:
la presa rotante (magari ce la monterò un pò più piccola ma il concetto è quello!)
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 20:05

.



................ diventa, almeno per me che da anni seguo con attenzione gli sviluppi sulle tolle del Fhùrer, un'attenta curiosità nel seguire le tue ambite mire da spendere sui carri della media scala 1.16 in verità poco più di semplici giocattoli che pochi appassionati sono riusciti nel farne dei pezzi unici e questo riguarderebbe il puro esercizio modellistico senza ignorare del tutto le meccaniche e le rispettive elettroniche di bordo .......... e sarà che da un decennio ho sperimentato molto soprattutto sulle parti estetiche e sulle meccaniche poichè prediligo il trial con delle prestazioni che spesso superano di gran lunga il realismo che questi carri armati, in effetti, hanno dato ..... non c'è scopo sul potenziare un motore come non ce ne sono esagerando in altri campi dove a conti fatti si raggiungono cifre incredibili assolutamente assurde se considerate come successi ...... ho incominciato con carri da 1.300 grammi per raggiungere i 9 chili ... usando gli stessi motori interposti con riduttori dove sotto sforzi tranciavano gli ingranaggi ... e l'errore non era meccanico, ma solo nella ricerca esasperata dell'ostacolo (che un vero carro non avrebbe nè affrontato e neppure superato) ................ voglio dire, che ben vengano idee concretizzate in progetti d'avanguardia ... sono stimolanti e degni d'attenzione e che seguirò con indubbia curiosità ...........

..... sulla sterzata con ripartizione di potenza non persa tramite differenziale dovrei avere in archivio un rapporto che ne parla illustrando i difetti e scartata come soluzione fin dagli anni 60 ...... il Leopard infatti, dispone di tre differenziali (il centrale che sappiamo come funziona) con i laterali bloccabili appunto per impedire i traferimenti ...... mi spiego: assistendo alla sterzatura di un Leopard e di un Ariete in piena velocità (calcola 70 tonn a 65 orari) l'urto meccanico sulla frenata è notevolissimo con una forte riduzione dei giri motore (cala sul minimo inerziale) quando il carro entra in rotazione controllata ..... quindi senza usare nessun surplus di potenza, anzi la riduce, perchè se la usasse entrerebbe in rotazione a trottola ......... non so se mi sono spiegato, ma ho visto carri derapare strappando i tamponi di gomma per asfalto solo usando la velocità d'inerzia ........... con i 1500 cv a ridotti a 300 giri .....

.la base carrista di Bellinzago in occasione del cambio Comandante appassionato modellista ci invitò per il suo commiato in via straordinaria e lì di recente ho visto da vicino degli aspetti di realismo da applicare ai nostri carri e quel che ci mancava principalmente come base ora l'abbiamo ed è l'abbandono delle plastiche per del metallo, ora il carro per eccellenza (quello su cui ricominciare la sperimentazione accorta è lui).


.complimenti per i progetti.

ciaoooooo
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deDo



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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 21:09

Caro Sven ci troviamo pienamente d'accordo sul fronte prestazioni, preferisco sacrificare un pò il realismo del comportamento a favore della soddisfazione di vedere il carro arrampicarsi su una collinetta di rena (l'equivalente impossibile di una montagna per quello vero) con una nonchalance degna di un proto jeep da trial..Altrimenti che giochino sarebbe??
Il modellismo io lo intendo come la personalizzazione dei propri mezzi a seconda delle proprie inclinazioni, ovvero è inutile per me fare il microdettaglio infinitesimale conforme fino all'ultima virgola al modello x nel giorno y se poi lo metto in vetrina a far polvere!!Preferisco di gran lunga un mezzo che mi soddisfi e mi faccia divertire!
Tornando al motoristico, il differenziale l'avevo pensato con un bloccaggio abbastanza elevato per evitare che in condizioni particolari il cingolo con meno aderenza giri a vuoto ma il bloccaggio porta inevitabilmente a ricadere nel problema da cui tentavo di fuggire..Traslare l'intero schema di trasmissione di una 4x4 con i 3 differenziali mi sembra già più adeguato!Comunque prima di addentare concretamente questo argomento ne dovrò fare di trucioli per il treno di rotolamento!!Questa volta mi sono imposto di fare un solo step alla volta, l'entusiasmo tante volte mi ha portato a fare mucchi di roba "ci faccio questo poi questo intanto metto quell'affare là poi.." che inevitabilmente è diventata un'indigestione modellistica che solo dopo mesi ( o anni ) ha trovato una soluzione..
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 21:26

.


..... sto cercando quel c....o di trattato sulle meccaniche che potrebbe portarci sulle stessa linea d'intesa senza equivoci su di un tema interessante come quello di ulteriori sviluppi in un (team) di cervelli che non difettano d'inseguire progetti che finora hanno premiato gli esecutori ......... CARRIRC ha nel suo interno una fucina creativa d'alto spessore e come scopo consegue di comune accordo una linea completamente differente da altre correnti banalizzate ........ come te, se devo testare un carro lo faccio sull'estremo e me ne frego dei costi aggiunti (chi rompe paga) e si toglie le soddisfazioni limite.


.ola deDO


el pintor
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 22:04

Meccanica tank/panzer.



Considerazioni sui sistemi di direzione dei mezzi cingolati.

Queste poche righe per apprendere le nozioni basilari dei sistemi direzionali dei veicoli cingolati, siano essi civili o militari.

Per direzionare un veicolo cingolato è necessario rallentare o fermare un cingolo rispetto all’altro, si ottiene così un sistema di frenatura, parziale o totale. Il veicolo farà perno sul cingolo più lento e ruoterà secondo un raggio più o meno ampio. Esistono due metodi fondamentali, la sterzatura a freno e la sterzatura a differenziale.

Considerazioni sulla progettazione.

Un sistema di sterzatura deve essere facile da usare. I carri sono mezzi incredibilmente pesanti, potenti e costosi, in genere vengono usati da giovani reclute con esperienze limitate, di notte, con scarsa visibilità fuori strada, in zone poco familiari e spesso sotto il fuoco nemico. Pertanto, qualunque meccanismo di sterzo venga adottato, deve essere abbastanza semplice da gestire e sopratutto deve anche essere efficiente. Le eventuali inefficienze producono calore, di solito l'attrito in un freno o della frizione che slitta e, dal momento che un veicolo cingolato è pesante ed implica un motore potente, l'inefficienza è in grado di produrre una quantità di calore problematica. Ad esempio, un motore di 1500 CV accoppiato ad una trasmissione efficiente al 50% produrrà 60.000 watt di calore non voluto. Tutto questo calore deve essere estratto dal veicolo prima che causi problemi, inoltre, tutto significa energia non più disponibile all’asse, con una trasmissione più efficiente si potrebbero ridurre peso, serbatoio, e calore dissipato. In un mezzo civile questi problemi si riducono per importanza, ma comunque sempre problemi da affrontare.

Sistemi di guida.

Dual Drive.
Il modo più semplice per raggiungere questo obiettivo è quello di accoppiare ad ogni cingolo una sorgente di alimentazione separata. I veicoli cingolati più antichi, tra cui il trattore di Holt, fine del 1800 e del Whippet, il British Light Tank della 1 guerra mondiale, funzionavano con questo principio che però aveva i suoi inconvenienti. Prima di tutto, erano necessari due motori. Nel caso di un trattore alimentato a vapore, questo non era un problema, dal momento che il "motore" era solo una piccola parte del tutto, e due (o più potevano, e spesso era così condividere una singola caldaia. Nel caso dei motori a combustione interna, tuttavia, erano necessari due motori completi, con tutto il peso extra, la complessità e la relativa manutenzione. In questo caso, due motori non si traducevano in una l'affidabilità doppia, ma metà affidabilità di un singolo motore, nel caso di mal funzionamento di uno dei due motori il veicolo era capace solo di girare in tondo.
Un secondo problema era la difficoltà di guidare in linea retta. La velocità di un cingolo è in funzione della potenza ad esso applicata e alla resistenza del terreno. Mentre è impossibile coordinare due motori in modo tale da produrre la stessa quantità di energia, è altamente improbabile che ogni cingolo incontri la stessa resistenza nel terreno, e di conseguenza i cingoli gireranno a velocità leggermente diverse. Inoltre la resistenza offerta dal terreno era una continua variabile costringendo il conduttore a continui aggiustamenti di traiettoria. Tuttavia, ogni cingolo con una sorgente di alimentazione separata ha un vantaggio, il fatto cioè di poter invertire il senso di marcia di un cingolo e quindi piroettare sull’asse del carro, tutto a vantaggio della mobilità. La difficoltà è nel viaggiare in linea retta, a minima è bassa velocità i moderni bulldozer spesso utilizzano questo sistema, anche se leggermente modificato con un unico motore, una pompa idraulica e due motori idraulici, uno per ogni cingolo. Molti modelli RC utilizzano questo sistema con due motori elettrici, e? poco costoso e di facile attuabilità.

Frizione-freno di sterzo.

Molto meno complicato (in quanto richiede un solo motore) ha frizione ed impianto frenante, dove la produzione di una singola fonte di alimentazione accoppiata ai cingoli direttamente. Dal momento che sono fisicamente collegati gli uni agli altri, i cingoli viaggiano alla stessa velocità ed il veicolo viaggia in linea retta. Per consentire la sterzata ogni cigolo può essere disaccoppiato dal motore con una frizione, che consente di girare abbastanza dolcemente. Un freno può rallentare per stringere la curva, fino al punto di fermarsi e stringere la curva il più possibile.

Con questo sistema il carro è abbastanza semplice e facile da guidare, e la maggior parte dei carri armati della prima guerra mondiale, usavano questo metodo di sterzatura. Tuttavia, non è molto efficiente. Un cingolo frenato rallenta il veicolo, una gran parte della potenza erogata dal motore era convertita in calore. Anche se questo non è un problema significativo in un piccolo carro, un veicolo di grandi dimensioni con un motore potente e? in grado di produrre una grande quantità di calore in un tempo molto breve. Un cingolo frenato rallenta il veicolo in modo significativo, che è un problema nei veicoli militari in cui la velocità fondamentale, inoltre è anche un po' imprevedibile. La curva della forza frenante di imbardata è sostanzialmente piatta, il che significa che un piccolo cambiamento nella forza frenante può provocare un grande cambiamento del raggio di sterzata. Se la frizione di un cingolo è disimpegnata, salendo un pendio molto ripido, il carro perde la direzione, anche senza l'applicazione del freno. La stessa cosa avviene scendendo un pendio molto ripido. Infine, la frizione /freno non permette al veicolo di eseguire una virate sul proprio asse.

Sterzata con sistema ad ingranaggi.
Questo sistema ha risolto il problema dell’inefficienza e dell’imprevedibilità della sterzata.

In questo esempio, un singolo motore è collegato ai cingoli attraverso trasmissioni separate, e il veicolo è direzionato selezionando diversi accoppiamenti di ingranaggi per ogni cingolo. Ad esempio, il cingolo di sinistra in 1^ marcia ed il cingolo destro in 2^ marcia si tradurrebbe nel cingolo di sinistra che gira più lentamente e quindi il carro girerà a sinistra. Se i rapporti del cambio sono molteplici, si possono ottenere un gran numero di raggi di sterzata, e se ogni trasmissione è munita di una retromarcia, si possono ottenere sterzate a pivot. Questo sistema richiede abilità da parte del conduttore, ma è efficace e non è terribilmente complessa. Uno svantaggio minore è che il veicolo non può sterzare mentre è in 1^ marcia.

Frenata direttiva con differenziale.

Il sistema frizione-freno può essere semplificato con un differenziale ed eliminare quindi le frizioni, il risultato è che quando si frena un cingolo, l’altro aumenta di velocità.
Questo sistema è ancora meno efficiente del sistema di frizione-freno, nel senso che il freno non solo dissipa l'energia del cingolo che è rallentato, ma anche una parte della potenza del motore. Inoltre si ha un grande consumo di carburante ed imprecisione di guida. Tuttavia, è estremamente semplice, e può basarsi su un convenzionale differenziale e sistema frenante automobilistico. Anche in questo caso, il sistema di frenata differenziale non permette di pivottare.

"Cletrac", o differenziale direttivo controllabile.

Il sistema "Clectrac" è stato introdotto dalla Cleveland Tractor Company nel 1921. In questo sistema, un differenziale è progettato in modo tale che, applicando un freno ad un cingolo, l’altro cingolo è costretto a ruotare a un tasso determinato in proporzione alla velocità. Questo sistema produce una sterzata a un raggio fisso, ma è abbastanza efficiente. Facendo scivolare il freno, si possono raggiungere raggi di curvature più ampi, ma si perde efficienza.

La curva della forza frenante di imbardata è abbastanza piatta, quindi facile da controllare. Questo sistema è stato ampiamente utilizzato nei veicoli militari durante la seconda guerra mondiale. (Sherman, Matilda, Churcill ecc ecc.)

"Maybach" doppio differenziale direttivo.
Il sistema Maybach è un perfezionamento del sistema Clectrac, nel quale gli ingranaggi del differenziale girano attorno ad un ingranaggio fisso, in questo sistema gli ingranaggi ruotano attorno ad un ingranaggio portato a ruotare ad una velocità proporzionale al numero di giri del motore. Il risultato è un raggio di curvatura diverso per ogni marcia in avanti.

Questo sistema è stato utilizzato dal Panther, spesso considerato il miglior carro armato della seconda guerra mondiale. Aveva sette marce in avanti, e così sette raggi di svolta.

Doppio differenziale direttivo.

Un ulteriore affinamento del sistema di Maybach, sviluppato dal Maggiore Wilson del Regno Unito nel 1928... comporta l'aggiunta di una seconda trasmissione tra l'ingresso di comando della trasmissione ed il motore. Questo permette al differenziale di essere pilotato a differenti rapporti in proporzione alla velocità del motore e quindi di avere la possibilità di una multitudine di raggi di sterzatura ognuna delle quali proporzionale alla marcia selezionata, inoltre, non è sottrattivo come la trasmissione Maybach, mentre rallenta un cingolo aumenta la velocità dell’altro. Questo sistema è il precursore di tutti i moderni sistemi di sterzature dei carri odierni ed ha tutte le caratteristiche essenziali, è efficiente, non sì auto-orienta, consente più sterzatura, e permette il pivot.

Utilizzando un motore idraulico o un motore elettrico per comandare il piantone dello sterzo, permette qualsiasi raggio di sterzata. Questo è un miglioramento in un certo senso, pero ha una perdita comunque, a causa della modesta efficacia dei sistemi elettrici e idraulici. Porta spesso i progettisti a preferire un numero limitato di raggi di sterzatura piuttosto che generare calore superfluo.

Triplo differenziale direttivo.

L'aggiunta di un terzo differenziale produce una trasmissione che è in un certo senso, una doppia trasmissione a differenziale con una trasmissione a differenziale frenato per governare il carro.
Praticamente tutti i moderni afv adottano questo sistema.

Riferimenti
A Review Of Transmission Systems For Tracked Military Vehicles by Stuart J. McGuigan and Peter J. Moss, Journal of Battlefield Technology Vol. 1 No. 3.
Differentials, the Theory and Practice by Phillip Edwards, Constructor Quarterly, No. 1, Sept 1988.
TANK: A History of the Armoured Fighting Vehicle, by Kenneth Macksey and John H. Batchelor


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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 22:13

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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Lun 29 Ott 2012 - 22:21

Ola!
Mentre medito sul sistema a triplo differenziale (grazie Sven!) posto il render della corona definitiva, con anello interno che permette di centrarla con precisione sul resto del rocchetto (in fase di realizzazione) [img][/img]
Per fortuna che le moderne radio prevedono un controllo a impulsi del motore, passi la costruzione di un finale di demoltiplicazione ma un intero cambio sequenziale con relativo azionamento sarebbe stato un pò troppo!
Durante il ponte conto di fare qualche prova di taglio della corona, finchè è sul pc va bene ma l'incontro con il cingolo potrebbe essere più problematico...
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MessaggioTitolo: Re: Progetto M26   Mar 30 Ott 2012 - 8:36

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....... qui entri decisamente nel campo d'accoppiamento tutto da verificare, ne so qualcosa sul Mercedes semi cingolato dove per trovare il passo ho dannato qualche santo scaduto ...... e tieni in considerazione le tolleranze e le usure, due fattori che verifichi a cose fatte "specie le tolleranze" ovvero il giochi d'incasso dei denti del trascinatore da adeguare agli stati d'uso del cingolo dopo un lungo rodaggio (2/3000 su strada metri ti daranno i dati certi) .......

Pensa che di kit di cingoli sbagliati in commercio ce ne sono parecchi che non si accordano con i trascinatori, è una gatta da pelare.


ola deDO


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